AI Act: dal 2 agosto nuovi obblighi di trasparenza per le aziende
La tua azienda utilizza strumenti di intelligenza artificiale? È il momento di verificare se deve adeguarsi.
L'intelligenza artificiale è ormai entrata nella quotidianità di molte imprese. Chatbot, strumenti per generare testi e immagini, software gestionali con funzioni AI e applicazioni per automatizzare attività vengono utilizzati ogni giorno, spesso anche senza una vera regolamentazione interna.
Dal 2 agosto 2026 diventano applicabili specifici obblighi di trasparenza previsti dall'AI Act per determinati sistemi e utilizzi dell'intelligenza artificiale.
Ma attenzione: non significa che ogni azienda che utilizza l'AI debba automaticamente applicare gli stessi obblighi.
Il primo passo è capire come viene utilizzata l'intelligenza artificiale nella propria organizzazione.
Quali utilizzi devono essere verificati?
Tra i casi interessati dagli obblighi di trasparenza rientrano, ad esempio:
- chatbot e sistemi che interagiscono direttamente con le persone;
- contenuti generati o manipolati dall'AI;
- immagini, audio e video che possono configurarsi come deepfake;
- sistemi di riconoscimento delle emozioni e categorizzazione biometrica;
- determinati contenuti generati dall'AI destinati a informare il pubblico.
Per un'azienda, quindi, non basta sapere “usiamo l'intelligenza artificiale”.
È necessario sapere quali strumenti vengono utilizzati, per quali finalità e da chi.
Da dove partire?
Il percorso di adeguamento dovrebbe partire da una semplice mappatura degli strumenti AI presenti in azienda.
Occorre poi verificare:
1. Quali dati vengono inseriti negli strumenti di AI?
Potrebbero essere presenti dati personali, informazioni riservate, documenti aziendali o dati dei clienti.
2. Quali strumenti possono essere utilizzati dai dipendenti?
È importante stabilire regole chiare per evitare utilizzi non autorizzati o rischiosi.
3. È necessaria una policy interna?
Per molte organizzazioni può essere utile definire una policy che stabilisca cosa è consentito fare con l'AI e quali informazioni non devono essere inserite.
4. Il personale è stato informato?
Le regole funzionano soltanto se chi utilizza gli strumenti sa come utilizzarli correttamente.
AI Act e GDPR: attenzione alla sovrapposizione
L'AI Act non sostituisce il GDPR.
Quando gli strumenti di intelligenza artificiale trattano dati personali, è necessario considerare anche gli obblighi previsti dalla normativa sulla protezione dei dati.
Per questo motivo l'adeguamento non dovrebbe essere affrontato come un semplice adempimento burocratico, ma come una valutazione complessiva di AI, privacy, sicurezza e organizzazione aziendale.
La tua azienda utilizza già l'AI?
Non aspettare che siano un controllo o un problema a farti scoprire cosa manca.
Posso aiutarti a:
- mappare gli strumenti di AI utilizzati in azienda;
- individuare i principali rischi;
- verificare gli aspetti privacy;
- definire regole e procedure interne;
- predisporre una policy aziendale sull'utilizzo dell'AI;
- individuare il percorso di adeguamento necessario.
Vuoi sapere cosa deve fare la tua azienda?
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Analizzeremo la tua situazione e individueremo gli interventi realmente necessari per la tua attività, senza complicazioni e senza adempimenti inutili.